California Dreamin’

E’ il 1966 quando i Mamas and Papas cantano in coro California dreamin’- sognando la California.
Circa cinquant’anni dopo, un sogno diventa realtà: questa volta è il nostro. Atterriamo a San Francisco e partiamo alla scoperta del confine più orientale del Golden State, percorrendo fino a Los Angeles la leggendaria Pacific Coast Highway.

3 GIORNI A SAN FRANCISCO

  • DAY 1 

Il nostro viaggio in California inizia in maniera bizzarra. Mentre ritiriamo i bagagli, scopriamo di aver appena volato insieme a Mike Tyson, che probabilmente la notte prima ha fatto serata e non è proprio in gran forma. Quando gli chiediamo una foto (non che sia  il nostro idolo…), questo è il miglior risultato che otteniamo!😂 Raggiungiamo in taxi il nostro hotel, di per sé, un’ottima struttura. Sapevamo che si trovava nella zona di Tenderloin, ed effettivamente aveva un prezzo molto conveniente, ma quello che ignoravamo era ciò che questo significava. Pensavamo si trattasse di un isolato come un altro, invece ci accorgiamo di essere finite nel cuore malato della città; nel quartiere, al centro di San Francisco, che ne mette in luce l’altra faccia, quella del degrado e della malavita.

 NON FARE COME NOI – Quando decidi dove alloggiare non controllare le recensioni su tripadvisor solo per scoprire quanti tipi di pane, uova o marmellate ti offrirà la colazione. Recupera un minimo d’informazioni anche su tutto il resto, non per ultimo il quartiere in cui l’albergo si trova.

…Dalle nostre parti, in Romagna, si dice che la gallina vecchia fa buon brodo. Niente di più vero: nel tempo – per fortuna – siamo decisamente migliorate come travel organizers!

Superato lo scompenso iniziale, diamo inizio al nostro itinerario. Ci incamminiamo per le vie della città (a San Francisco dimenticati la metro sotterranea, qui ci si muove a piedi – i km saranno tanti – in taxi o con i tram della MUNI, che è una rete abbastanza complicata) ed è impossibile non fare caso all’odore che si sente ovunque nell’aria. Marijuana, ben concentrata, come se piovesse: qui è venduta in ogni comunissima pharmacy in qualità di prodotto medico. La nostra prima tappa ci porta a Mission, il quartiere messicano, che ti acceca con le tinte dei suoi splendidi murales. Percorrendo Valencia Street, vediamo locali di tendenza alternarsi a piccole chiese dalla caratteristica architettura sudamericana. Sconfiniamo così a Castro, l’epicentro della cultura gay, il regno di Harvey Milk (il celebre attivista omosessuale, assassinato nel 1978 insieme al sindaco di San Francisco, proprio per le sue idee riformiste). Una zona bellissima, dall’atmosfera festaiola, ricca di bar e ristoranti, dove le strade sono tutto un sali-scendi. Arriviamo poi a Haight-Ashbury, lo storico quartiere hippie disseminato di negozi vintage, famoso anche per sue le coloratissime case vittoriane, schierate l’una affianco all’altra. Di fronte a noi l’immenso Golden Gate Park, talmente grande da essere – purtroppo – perfino attraversato da un strada trafficata. Ci concediamo un pò di pace entrando al Japanese Tea Garden. Aceri rossi, ponti giapponesi, pagode e carpe koi: questo luogo è un angolo di rigore nella città più bohémienne d’America.

  • DAY 2

Sveglia prestissimo e ci imbarchiamo sul primo battello diretto a Alcatraz Island, per la visita della carcere più di famoso di tutti i tempi.

  COLAZIONE A “THE ROCK” – Per visitare la celeberrima Alcatraz prenota con largo anticipo i  biglietti sul sito ufficiale e, se disponibile, scegli la prima corsa al mattino presto. La luce è bellissima ed è meno probabile trovare nebbia. Il tragitto in battello e la vista della città dell’acqua sono già di per sé una piacevole occasione per vedere San Francisco da una diversa prospettiva. Anche il tour all’intero della prigione è interessante. Rimane pur sempre una meta turistica, ma conserva ben intatto il suo fascino.

Rientrate al molo, attraverso le Filbert Steps, delle deliziose, per quanto ripidissime (un toccasana per i tuoi glutei!), scalette in legno che attraversano giardini domestici popolati da pappagalli, saliamo ai piedi della Coit Tower, un’altro must della città. Passeggiando lungo strade dagli scorci panoramici mozzafiato, scendiamo fino a China Town, un quartiere molto folcloristico e animato, completamente diverso dal suo omonimo newyorkese. La nostra giornata termina a Pier 39, il molo californiano per antonomasia: quello costruito a palafitta sull’acqua, con negozietti, ristoranti e giostre, che sia di giorno che di sera pullula di vita. Qui, un tramonto suggestivo con vista sui leoni marini che schiamazzano arenati sui pontili. E per cena due squisiti granchi reali (mai visti così grossi!) presso la celebre Crab House. Conto salato ma assolutamente meritato!

  • DAY 3

Anche oggi ci aspettano chilometri inqualificabili a piedi. Raggiungiamo il Fisherman’s Wharf, dove fra barche di pescatori, banchetti del pesce e botteghe di souvernir, si coglie la storica anima marinaresca di San Francisco. Ci concediamo uno spuntino goloso (con un tocco di italianicità) da Ghirardelli e poi ci lasciamo distrarre dagli assaggi del mercato contadino nei pressi di Fort Maison. Il Golden Gate Bridge, il conosciutissimo ponte sospeso, si mostra in tutta la sua imponenza in fondo alla baia. E’ domenica e c’è aria di festa: le famiglie giocano nei prati limitrofi alla spiaggia e tantissimi kitesurf sfidano le onde, approfittando del vento fortissimo. Raggiungiamo finalmente il gigante rosso: un vero proprio capolavoro d’ingegneria, considerando la sua data di nascita, a fine anni ’30. Vederlo da vicino è pazzesco. Lasciamo la vista dell’oceano e ci addentriamo nella città. Facciamo tappa a Lombard Street, la via tortuosa con tornanti a gomito, che attraversa la collina chic di Russian Hill. Salutiamo, infine, San Francisco, nel modo più tipico in assoluto: ci regaliamo una corsa in cable car, uno di quei tram vecchi tram aperti e sferraglianti, che solcano i sali-scendi della città.

‘PACIFIC COAST HIGHWAY’ istruzioni per l’uso

Allaccia le cinture, mettiti comodo e fai attenzione al tuo bicchiere di caffè take away (il viaggio è lungo, non vorrai sporcarti!). Ora aziona il tasto ▶️ di un’intramontabile playlist e goditi il tragitto. Percorrere la California State Route 1 – o Pacific Coast Highway che dir si voglia – sarà un vero spettacolo. E’ una di quelle emozioni che ricorderai per sempre.

Lasciamo San Francisco direzione Santa Barbara. Facciamo sosta al faro pittoresco di Pigeon Point e poi merenda presso The original Ferrell’s Donuts, con le ciambelle più buone di Santa Cruz. Le ore passano. Superiamo il Rocky Creek Bridge e raggiungiamo Monterey. Qui, il tramonto più bello forse di tutta la nostra vita. Una palla di fuoco scompare nelle acque agitate del Pacifico. Oltre l’orizzonte il nulla. Di fronte a scenari del genere le parole non bastano. Le immagini dicono molto di più.

E LOS ANGELES?

A Los Angeles ci arriviamo dopo aver dormito una notte a Santa Barbara e passeggiato, la mattina seguente, sul suo caratteristico pontile, il Stearm Wharf. Facciamo il nostro ingresso nella “Città degli Angeli” arrivando da Malibù e ci sentiamo un pò Richard Gere nella sigla di “American Gigolò”. Case da mille e una notte costruite sugli scogli, direttamente sul mare, e spiagge immense contraddistinte dal torrette dei bagnini alla “Baywatch” (sì, a Los Angeles qualunque cosa ti fa tornare alla mente un film).

  • DAY 1

Pranziamo a Santa Monica, il più bel molo di sempre. Questa immensa palafitta si inoltra sull’oceano, ospitando ristorantini, negozi e un vero e proprio lunapark. Il sole ci scalda in un’atipica giornata di Novembre e, mentre ci concediamo un pò di meritato relax, immaginiamo di trovarci in una puntata di “The O.C.”. Raggiungiamo Venice Beach, la vivace località balneare famosa per il suo spirito bohémienne e il lungomare folcloristico. Gli Artisti di strada, la musica rap, lo skaterpark sulla spiaggia, i murales coloratissimi e la palestra all’aperto di Muscle Beach. E’ tutto così tanto stravagante che non può non conquistarti. Ci addentriamo in Venice Canal Historic District, dove l’atmosfera underground lascia spazio alla doppia “D” di denaro e design. Una zona residenziale costituita da una rete di ponti e canali, dove case pazzesche sono  immerse nella vegetazione. Quando il sole tramonta fra le palme è pura magia. Diamo la buonanotte a Los Angeles dall’alto, osservando il panorama del Griffith Observatory, l’osservatorio astronomico che domina la città: una distesa di luci senza fine mostra il reticolato complicatissimo della sua pianta.

  • DAY 2

Vuoi vivere una giornata surreale e immedesimarti nei tuoi cartoni e film preferiti?
Los Angeles sa come accontentarti!

VISITA GLI STORICI

|| QUESTI SONO GLI ORIGINALI ||

Il secondo giorno lo dedichiamo alla scoperta degli studi cinematografici più conosciuti di tutti i tempi. Il parco tematico è enorme. Dalla Mummia, allo Squalo, fino a Jurassic Park, i Simpson o Fast&Furios, le attrazioni hanno ambientazioni incredibili. Ce n’è per tutti i gusti.I biglietti hanno prezzi allucinanti ma, almeno una volta, merita davvero vederli!

  • DAY 3

E’ il nostro terzo e ultimo giorno. Destinazione Hollywood e Beverly Hills. Iniziamo la giornata fra i banchi di The Original Farmer Market, l’invitante mercato gastronomico vicino a The Grove, il centro commercialie più famoso di Los Angeles (dopo un bel frullato di frutta fresca i lussuosi bagni “pubblici” di The Grove sono consigliatissimi per fare plin plin).  E’ fine novembre e l’atmosfera natalizia, nonostante il paradossale clima mite californiano,  rende tutto più suggestivo.  Ci incamminiamo su Merlose Avenue, il cuore pulsante dello shopping nel quartiere di Hollywood, e finalmente raggiungiamo la celeberrima Walk of Fame, quella delle stelle sul marciapiede. Concludiamo il nostro viaggio nel Golden State con un tocco di trash: il tour delle ville delle Star a bordo di un van cabriolet, su e giù per le collina più celebre della città. Tappa a Beverly Hills e Rodeo Drive, dove sogniamo – guardare ma non toccare – di fare spese fra le boutique insieme a Julia Roberts in “Pretty Woman”.

La mattina seguente, un ultimo bagno nell’acqua gelida di Manhattan Beach, dove i surfisti si sfidano di buon ora fra le onde dell’oceano. Poi, a malincuore, il nostro volo di rientro per l’Italia.

 


 

 

 

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