Al Monte Fuji, senza il Monte Fuji

«Invece di preoccuparvi del vostro futuro, pensando “Forse dovrei diventare questo o quello…”, per prima cosa fermatevi e costruite un io che sia solido e irremovibile come il Monte Fuji».
(Eiji Yoshikawa)

 

C’erano una volta due ragazze
che sognavano fin da bambine di vedere il Monte Fuji, quella montagna scoperta nei cartoni e fumetti giapponesi, con la cima ricoperta di neve e tutt’intorno i ciliegi in fiore. Un giorno, ormai cresciute, partirono per la Terra del Sol Levante  e   dopo un lungo viaggio in treno proveniente da Tokyo, giunte finalmente alla stazione di Kawaguchiko si trovarono di fronte….

NB. Questa breve favola triste è tratta da una storia vera: la nostra.

E’ il giorno del compleanno di Brenda quando raggiungiamo (usufruendo del Japan Rail Pass → vedi Giappone: Istruzioni prima dell’uso) Kawaguchiko: un paesino di montagna, dì per sé piuttosto anonimo, se non fosse per il lago da cui si gode una magnifica vista del Monte Fuji. Ad accoglierci, solo una pioggia battente, un freddo polare e un taxi dal baule troppo piccolo per ospitare le nostre due enormi valigie. L’UMORE É A TERRA: il tempo è pessimo e soprattutto del Monte Fuji nemmeno l’ombra. Dopo essere  arrivate dall’altra parte del mondo, il massimo ricordo con cui di lui torneremo in Italia sarà quello delle vedute di Hokusai, il famoso paesaggista giapponese. Incredibile ma vero!

Fortunatamente, non siamo solite perderci d’animo. Viaggiare, d’altro canto, significa anche saper ovviare all’imprevisto, cercando di valorizzare al meglio ciò che resta. Dunque, Monte Fuji a parte, abbiamo ancora qualcosa di bello da raccontarti.

4 RAGIONI PER ESSERE FELICI AL MONTE FUJI, SENZA VEDERE IL MONTE FUJI

  • HŌTŌ SQUISITO ほうとう

Siamo stanche per il viaggio, arrabbiate per la nebbia e affamate perché l’ora di pranzo  è ormai passata da un pò. Si dice che il brodo di un Ramen, se fatto bene, abbia il potere di regalare la felicità. E’, infatti, uno dei pochi piatti che consente di sentire l’Umami, il quinto sapore: qualcosa di separato rispetto al dolce, al salato, all’aspro e all’amaro. Verità o leggenda, la cosa importante è che i noodles udon di Hoto Fudo ci cambiano completamente la giornata. Questo locale tradizionale, nella sperduta Kawagughiko, prepara un hōtō semplicemente spaziale. Si tratta di un brodo servito bollente con zucca dolce e “tagliatelle” di frumento molto spesse. Ci togliamo le scarpe e raggiungiamo in calzini il nostro tavolino, alto poco più di 30 centimetri da terra. Sedute a gambe incrociate su un cuscino, mangiamo i nostri udon provando a succhiarli, proprio come fanno i giapponesi. E’ un peccato che le fotografie non si possano annusare, dovresti sentire che profumo! Di colpo, ci dimentichiamo del maltempo.

PAKU PAKU パクパク – MANGIARE RUMOROSAMENTE 
Per noi occidentali un gesto simile è di 
norma un atto maleducato, ma in realtà, questo è il segreto per godere della vera bontà del Ramen. Il professor Ippeita Dan della Chuo University, specializzato in scienze cognitive alimentari, sostiene che mentre si succhiano i noodles l’Umami del gluttammato si vaporizza e così facendo si sollecitano i recettori della parte posteriore della gola, fino alla parte posteriore del naso. Ne deriva che il cervello è maggiormente stimolato da tutti i vari sapori nascosti nella zuppa.

  • FIORI A DOMICILIO

| CIAO! QUI É MARTINA CHE TI PARLA |

Come già detto, a Kawaguchiko Brenda spegne le candeline. Prima di partire, mi balena per la mente l’idea di rendere ancor più speciale questo compleanno. Dunque, prendo contatti online con un’agenzia internazionale di fioristi, FloraQueen, che invia composizioni di fiori freschi in tutto il mondo, offrendo perfino la possibilità di personalizzare il biglietto. Il servizio è affidabilissimo, il prezzo nemmeno troppo elevato e l’effetto a sorpresa garantito al 100%. E’ stato emozionante entrare nella nostra stanza d’albergo e trovare già lì il suo regalo: un bellissimo bouquet con la mia dedica incorporata. Se mai ti capiterà di spedire dei fiori, rivolgiti a loro: farai un figurone! Consegnano ovunque, in paesi vicini come lontani.

  • 温泉 ONSEN TIME

Da quando siamo atterrate in Giappone non ci siamo fermate un’istante. Durante ogni viaggio amiamo ottimizzare il tempo al massimo quindi puntualmente rientriamo a casa sfinite (nel corpo; per quanto arricchite nello spirito). Per via del meteo, a Kawaguchiko abbiamo invece, stranamente, la possibilità di rilassarci. Il nostro hotel, il Mystays Fuji Onsen, è un struttura nuovissima ed accogliente, particolarmente attenta ai prodotti naturali: all’arrivo in camera troviamo come omaggio di benvenuto due comodissimi pigiami in stile kimono, dal tessuto di canapa. All’ultimo piano dell’hotel, la terrazza all’aperto è interamente dedicata all’Onsen, l’equivalente del nostro bagno termale. I giapponesi vi attribuiscono un grande valore: spirituale, in qualità di bagno purificatore che allontana le energie negative; fisiologico, date le proprietà curative dell’acqua utilizzata,  proveniente da sorgenti geotermiche. All’Onsen si accede rigorosamente nudi, solo dopo essersi lavati con il sapone, messo a disposizione nella zona adibita che anticipa l’ingresso alle vasche. L’acqua è bollente, generalmente mai inferiore ai 45 gradi. Ci immergiamo in questo bagno paradisiaco e lasciamo andare ogni pensiero. Non resistiamo a lungo (la temperatura così alta mette a dura a propria la nostra pressione bassa) ma è una esperienza assolutamente magica. Il bagno caldissimo sotto le stelle mentre piove una leggera nebbiolina fredda è qualcosa che non si dimentica facilmente. Attimi di puro relax. Quando rientriamo in camera, ci addormentiamo come angioletti. 
PS. Nella maggior parte degli Onsen (sopratutto in quelli pubblici) è vietato l’ingresso a persone tatuate. In Giappone, infatti, il tatuaggio ha una connotazione dispregiativa: di norma è una prerogativ
a degli appartenenti alla mafia. 

  • FUJI SHIBAZAKURA FESTIVAL
    富士芝さくらまつり

Al nostro risveglio a Kawaguchiko, speriamo con tutto il cuore che la nebbia sia scomparsa e che il Monte Fuji si mostri finalmente in tutta la sua imponenza. Troppo bello per essere vero! La nebbia è ancora fitta, ma in compenso la pioggia si è placata. Nonostante l’inconsueto clima novembrino, è primavera e da aprile a maggio qui si tiene un meraviglioso evento floreale, lo Fuji Shibazakura Festival. Si tratta di un festival dedicato alla fioritura di particolari muschi rosa e bianchi, proprio alle pendici della celebre montagna (che avrebbe dominato la scena, se solo fosse stata presente😤). Infinite distese di fiori lilla, porpora e panna, diligentemente modellate secondo precisi disegni, danno vita ad un tappeto erboso stupefacente. Al centro del sito, un grande lago su cui si specchiamo i colori e, ai margini, un’area attrezzata con stand gastronomici che cucinano piatti squisiti. I giapponesi sono stregati da questi fiori: prima li venerano e poi li trasformano nei prodotti più disparati; vi fanno biscotti, liquori, profumi. Nonostante il sole offuscato, il Monte Fuji coperto e la troppa gente, resta un luogo magnifico. Peccato quindi non averlo visitato nelle condizioni ottimali: ci avrebbe letteralmente tolto il fiato! E’ una grande festa che merita di essere scoperta.

Chissà, forse un giorno ci rivedremo…questa volta per davvero!

 

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