India: Prima di partire

Un miliardo di persone su una superficie di tre milioni di chilometri quadrati: una cornice davvero imponente per un’immagine sfavillante che, come un ologramma visto da diverse angolazioni, svela aspetti completamente differenti, spesso contraddittori e non sempre comprensibili per i nostri occhi occidentali.

L’India è così, o la si ama o la si odia. E’ una terra che prima ti attira a sé con la usa aurea di mistero e poi ti sbatte in faccia la realtà delle cose nella maniera più cruda – ma autentica – possibile. L’India non è una vacanza: è un Viaggio con la “V” maiuscola, che non è per tutti, ma che tutti dovrebbero fare. Ti mette a dura prova, nel fisico e nello spirito, ma ti ricambia entrandoti sotto la pelle, annidandosi nel cuore e nella mente, senza lasciarti più. Noi, la nostra India l’abbiamo bramata e studiata a lungo. E, sebbene sia vero che all’impatto con questa magnifica terra non si è mai pronti fino in fondo, almeno provare ad esserlo è davvero necessario.

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA IN 10 PUNTI

1. MAKE A WISH, BUILD THE TOUR

Ravinder e Luca – I nostri compagni di viaggio

Chi ci legge, lo sa, noi non siamo delle paladine dei viaggi organizzati, tanto meno dei tour turistici. Amiamo all’inverosimile costruire personalmente i nostri itinerari, studiare bene i luoghi prima di partire e muoverci in autonomia una volta giunte a destinazione. Ma, in India, le cose non funzionano proprio così. Infatti, a meno che non si abbia davvero tanto tempo a disposizione e quindi si possa pensare di muoversi (ne sei sicuro?) con i mezzi pubblici, la scelta più sensata e vantaggiosa resta quella di viaggiare in compagnia di un driver. Le distanze sono infinite, i tempi dei trasferimenti letteralmente biblici e l’affidabilità delle infrastrutture quasi fantascienza.

Assodato tutto ciò, il nostro consiglio è quello di personalizzare il viaggio rivolgendosi ad una delle tante agenzie indiane, rintracciabili sul web e recensite eccellentemente su tripadvisor. Insieme a loro, è possibile stabilire, in base a tempo/budget/interessi le tappe da effettuare, le modalità degli spostamenti, gli hotel in cui soggiornare e chiudere la trattativa perfino ad un ottimo prezzo. Noi abbiamo scelto Travel Fair India: un tour operator indiano dal servizio impeccabile, con il quale abbiamo comunicato inizialmente via mail poi tramite WhatsApp. Affidabili e premurosi, sempre in contatto con noi, sia prima che durante la nostra permanenza: gli indiani riconoscono profondamente il valore del turismo e sono ossessionati dal desiderio di soddisfare le aspettative di noi occidentali. Dunque…chiedi e ti sarà dato!

UN PO’ DI NUMERI?

La nostra spesa per 16 giorni è stata di 800 euro a persona. Inclusi:

  • 15 notti in hotel di fascia 3-4 stelle (in India, il minimo sindacale) con colazione inclusa
  • Driver per tutta la durata del viaggio: Ravinder, che è diventato un amico 🙂
  • Guide, parlanti inglese, in ogni città
  • Treno Agra-Varanasi, 2°classe con aria condizionata (la classe “più alta” esistente)

 DOVE ABBIAMO ALLOGGIATO?

2. QUESTIONE DI SCARTOFFIE – DOCUMENTI NECESSARI

Fortunatamente, le pratiche burocratiche per l’ingresso in India non sono troppo complesse. Sono necessari:

    • PASSAPORTO ELETTRONICO, valido 6 mesi dal momento dell’arrivo e con almeno due pagine libere consecutive
    • E-VISA TURISTICO, il visto turistico che si può richiedere autonomamente online sul sito ufficiale https://indianvisaonline.gov.in. Da Ottobre 2019 ha durata di 30 giorni (non più di 60) dalla data di ingresso nel paese. I prezzi variano in base alla stagione; noi lo abbiamo pagato circa 75.00 euro. Per ottenerlo servono:

– Una copia del passaporto, contenente tutte le informazioni personali (in formato PDF)

– Una foto tessera a colori, scattata negli ultimi 6 mesi (in formato JPEG)

La procedura di compilazione è un pò ostica ma affrontabile. Gli amici Paolo e Angela di Beyond the Trip hanno stilato una manuale d’istruzioni molto efficace sull’ottenimento del E-Visa Online.
PS. Una volta processato il pagamento e ottenuta, entro 72 ore, la mail di conferma, non dimenticate di stampare il vostro prezioso pass d’ingresso alla terra dei maharaja!

3. “NO MONEY, YES PARTY” – MONETA E COSTO DELLA VITA

Com’è facile da immaginare, il costo della vita in India è, in linea con molti altri paesi paesi orientali, straordinariamente economico. Ne risulta un viaggio assolutamente non dispendioso che lascia la possibilità di sbizzarirsi negli acquisti più svariati. Dai tessuti, ai gioielli, passando per le pietre preziose e tutti gli oggetti di artigianato, gli amanti dello shopping hanno solo che l’imbarazzo della scelta: altissima qualità e prezzi vantaggiosissimi, ottenuti dopo un’ – obbligatoria – estenuante contrattazione. La regola della valigia vuota alla partenza – da riempire una volta giunti a destinazione – anche qui è sempre valida! 😉

Volendo dispensare un pò di dati tecnici, la moneta corrente del paese è la RUPIA INDIANA.

Il cambio, nemmeno a dirlo, è super favorevole. Reperire rupie in Italia è estremamente difficile: molto meglio cambiare gli euro una volta atterrati (se proprio hai urgenza di cash) o addirittura  chiedere al driver di cambiarli per te: lui saprà dove ottenere le tariffe migliori. In alternativa, carte di credito o prepagate in ristoranti e negozi più strutturati non hanno problemi, sebbene il contante sia sempre di gran lunga preferito. Senza dubbio meglio evitare di restare provvisti di cash in qualche allettante mercato locale: rinunciare ad uno spuntino sarebbe un vero peccato!

Per quanto riguarda il costo del cibo, un cena completa in un buonissimo ristorante non supera i 15 euro a persona. La verità è che le strutture più raffinate (confezionate ad hoc per i turisti) non sono poi così attraenti, perché inevitabilmente prive di autenticità. Al contrario, pranzando insieme al nostro driver in tipici locali per indiani abbiamo avuto la possibilità di assaggiare i sapori più veri e sfamarci con non più di 1,50/2 euro a persona. Libidine per il palato… e per il portafoglio! 😀

TELEFONIA E WI-FI?

Le soluzioni economicamente vantaggiose non mancano neppure su questo fronte.
Se, come noi, vuoi restare sempre connesso con il mondo ed evitare di rincorrere il Wi-Fi di fortuna del momento, con una decina di euro è possibile acquistare appena fuori dal gate una sim indiana Airtel con circa 2 giga internet al giorno. I piani possono variare e le compagnie telefoniche sono tantissime, ma la nostra esperienza con questa si è rivelata più che positiva.

4.“DOTTORE MI SCUSI” – VACCINI E SALUTE

Premettendo che sulla “questione vaccini” i pareri sono quanto più vari e soggettivi, ad oggi, per legge, per un viaggiatore italiano in partenza per l’India non è richiesta alcuna vaccinazione. Com’è possibile leggere sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, le profilassi consigliate sono diverse – prime fa tutte, epatite e tifo – e un’appuntamento informativo presso l’AUSL, per valutare il caso di viaggio specifico, può solo che aiutare a chiarirsi le idee. Eppure, a fronte di tutto questo, noi abbiamo scelto di non sottoporci a nessun vaccino e, a posteriori, non ce ne siamo pentiti. E’ però opportuno essere ben attrezzati e fare grande attenzione.  E’ risaputo che le condizioni igieniche in India sono inesistenti, ma l’impatto reale è di gran lunga peggiore di ogni pronostico. Dunque, ecco qualche buon consiglio che ci permesso di rientrare in Italia completamente illese. Sulla fortuna però non garantiamo!😜

DA NON DIMENTICARE IN VALIGIA:

    • ANTIBIOTICI di ogni genere e medicinali vari
    • AMUCHINA GEL Disinfettare posate e bicchieri prima di pranzare in certe “locande” diventerà il vostro passatempo preferito.
    • DISINFETTANTE LIQUIDO per lavare le suole delle scarpe/sandali al ritorno in hotel. Se è vero che portano fortuna, con tutte le ca***e che abbiamo pestato in questo viaggio, possiamo dirci benedette a vita. Non serve poi dire che le fogne a cielo aperto sono pura normalità.
    • REPELLENTE PER PIDOCCHI Utilizzandolo vi sentirete molto più tranquilli, sopratutto se usufruite dei mezzi i pubblici: tendine, coprisedili e coperte sono tutto un programma!
    • REPELLENTE PER ZANZARE Alcune città, come Agra, ne sono letteralmente infestate. Zanzare = ipotetica probabilità di malaria. Dunque, sopratutto la mattina presto e la sera, sono altamente consigliati indumenti lunghi. L’Autan è bene metterlo in valigia ma, molto probabilmente, non riuscirà a debellarle. Molto meglio acquistare presso le “pharmacy” locali le lozioni oleose indiane contro i “moquito“.
    • SACCO LENZUOLO E FEDERA Per le situazioni d’emergenza, è bene essere attrezzati per una notte all’avventura, in treno o in qualche hotel che ha deluso le aspettative. La pulizia in India è tutt’altro che scontata!

MASSIMA ACCORTEZZA CON:

    • ACQUA BEVI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ACQUA IN BOTTIGLIA BEN SIGILLATA. Bocca ben chiusa sotto la doccia e mai lavare i denti con l’acqua corrente del rubinetto.
    • FRUTTA E VERDURA Sarete molto spesso tentati! La frutta è bella ed invitante ma non consumatela, a meno che non sia completamente intatta. Potete acquistarla e tagliarla autonomamente ma attenzione allo stato della buccia e assolutamente lontani dalle golose composizioni che troverete già pronte da gustare nei mercati. Lo stesso principio vale per la verdure, praticamente presente in ogni piatto indiano. Mangiatela con tranquillità, ma sempre e solo cotta.

5. LIBRIAMOCI D’INDIA – COSA POSSO LEGGERE

L’India l’abbiamo sognata, bramata. Abbiamo provato ad immaginarcela leggendo e ancora leggendo. Questa, però, è una terra nella quale non si arriva mai davvero pronti: l’itinerario si fa, le guide si consultano, ma è impossibile pianificare realmente quella che diventerà una vera e proprio esperienza di vita. Eppure, per ingannare l’attesa prima della partenza e trovare interessanti spunti di riflessione, ecco qualche titolo consigliato…

LA GUIDA CHE ABBIAMO UTILIZZATO

I NOSTRI LIBRI PREFERITI

       

6. “TROVARE PULITO E’ UN PIACERE, LASCIARE PULITO E’ UN DOVERE” ……AH, NO!

Dire che le condizioni igieniche dell’India sono precarie è un eufemismo. La pulizia è il tasto dolente di questo viaggio, che infatti richiede una buona dose di spirito di adattamento. Tutto, fondamentalmente, ruota attorno ad una questione culturale. Quello che manca al popolo indiano è la cura, l’interesse del bene comune. Tutto ciò che è spazio pubblico non è oggetto delle attenzioni del singolo: consumare qualsiasi tipo di cibo per strada e gettarne i resti per terra, così come tutta la spazzatura in genere, è una cosa assolutamente normale. L’immondizia è parte dello scenario urbano: purtroppo, ti ci abituerai in fretta. Ai “disastri” dell’uomo, si aggiungono quelli degli animali. La mucca, specie sacra per eccellenza – definita in hindi Gaumata (Madre Vacca, “La Mamma che Nutre”) – è signora indiscussa delle strade, trafficante e non; ha precedenza su tutto e tutti. Di contro, mucche, scimmie e topi che si muovono liberamente per strada, hanno il chiaro svantaggio di sporcare, laddove nessuno, fra l’altro, ha premura di pulire. Dunque, camminare per le vie delle città indiane significa tenere sempre gli occhi ben aperti e guardare con molta attenzione dove si mettono i piedi: lo slalom fra escrementi e le fogne è una specialità olimpionica in cui, di ritorno dall’India, sarai diventato un vero campione!🙈

7. BON TON O BRUT TON? – “GALATEO” INDIANO

La diretta conseguenza del poco senso civico è l’assoluta mancanza del senso del pudore. Dimenticate i precetti del galateo, le buone maniere e qualsiasi sensazione di imbarazzo in pubblico: in India il “bon ton”, ammesso che esista, risponde a leggi diametralmente opposte alle nostre.

  • A TAVOLA “Stai seduto composto”, “Giù i gomiti dal tavolo”, “Attento a non sporcarti” sono frasi che ognuno di noi si è sentito dire almeno una volta nella vita. Sulle tavole indiane, invece, non esistono regole. Innanzitutto, si mangia con le mani: le posate ci sono, ma – vedrai – non sono usate dai locali. Più precisamente si consuma il cibo con la mano destra (quella sinistra è poco igienica, impura = è mano del bagno), afferrandolo con le prime due falangi delle dita. Ma non è tutto. Il rutto libero a fine pasto è il miglior modo di comunicare il proprio apprezzamento per il cibo.
  • “SPUTO” MANIA In india non passa minuto senza che non si senta sputare al suolo. Gli indiani amano alla follia masticare continuamente il Gutka, il tabacco da sputo, ottenuto da una miscela di strane sostanze cancerogene che hanno portato alla sua messa al bando (almeno in termini ufficiali). Nonostante ciò, è un passatempo tutt’altro che fuoriuso, che comporta “sonore emissioni” e genera uno spettacolo non proprio bello da vedere.

8. HORROR ON THE ROAD – LE STRADE INDIANE

Noleggiare una macchina? E’ una cosa che piace sempre tanto fare, ma non qui. Basti pensare che il motto per eccellenza di ogni autista indiano è “Good horn, good brakes and good luck!” (buon clacson, buoni freni e buona fortuna!). E se prima del nostro arrivo, potevamo aver preso in considerazione almeno per qualche istante questa vaga folle idea, a posteriori possiamo confermare che al far west delle strade indiane è molto meglio assistere in qualità di passeggero, piuttosto che di guidatore. Prima di tutto, com’è possibile immaginare dalla sua memoria coloniale, la guida in India è a destra. Ma la vera criticità è il caos, che regna sovrano: i clacson sono una litania costante, giorno e notte, e un codice stradale semplicemente non esiste. Tutto ciò che ha almeno due ruote si trasforma in un mezzo idoneo per la circolazione: i camion, folcloristicamente agghindati con pennacchi e coccarde, trasportano senza distinzione merci o decine e decine di persone; una macchina omologata per cinque persone non è davvero indiana se non ne ospita almeno otto e i tuc tuc, le comodissime “pulci” di città, sfrecciano da un quartiere all’altro, a prezzi irrisori, facendoti credere di essere sul punto di morte ad ogni incrocio. Infine, da non dimenticare, sono le mucche, le scimmie e le pecore che popolano con rilassatezza la carreggiata, scambiando per pascoli anche le poche tangenziali esistenti.

9. CHE COSA MI METTO?

Paese che vai, usanze che trovi. A noi, per lo meno, piace sempre tanto immergerci nella cultura del luogo che visitiamo, dunque adattarsi ai suoi usi e anche costumi. Premesso che, al di là delle particolarità stagionali, il clima il India è sempre tendenzialmente molto caldo e umido da impazzire, l’abbigliamento consigliato è lungo, comodo e leggero. Meglio evitare i tessuti sintetici perché troppo poco traspiranti e le maglie o i pantaloni corti, per non dare troppo nell’occhio e tentare di arginare, almeno in parte, il problema zanzare. Più indicato, invece, è fare scorta di camicioni e indumenti vari direttamente nei bazar locali: prezzi stracciati ed outfit matchy-matchy  super instagrammabili.

10. “NO SPICY” – LA CUCINA

Dopo il primo pasto, la prima cosa che ti verrà spontaneo dire prima ancora di ordinare sarà: “no spicy!”. La cucina indiana è deliziosa, prevalentemente vegetariana ma abbastanza varia e molto succulenta. Il vero problema nasce dal fatto che è incredibilmente piccante: quando per gli indiani non lo è, per noi lo è già troppo! Le spezie, neppure a dirlo, sono l’ingrediente fondamentale di ogni piatto: il famigerato “masala” è un mix di comino, coriandolo, peperoncino, curry, fieno greco, origano, menta che la fa da padrone in ogni ricetta. Per quanto riguarda la carne, quella più consumata è di pollo e, a volte, d’agnello: cibarsi della mucca non è ovviamente contemplato, un vero sacrilegio! Una nota di merito spetta, infine, alla cucina cinese, molto comune e apprezzata in India. Noodles e Spring roll, dopo una settimana di sapori sempre uguali (a pranzo, colazione e cena), finiranno per essere un’allettante diversivo! Di seguito, qualche must della tradizione gastronomica indiana…

– THALI: IL PIATTO COMPLETO PER ECCELLENZA

Pane indiano (chapati, roti o naan); riso; varie zuppette – vegetariane o non – con legumi, verdure e formaggio; yogurt; gulab jamun (una pallina fritta immersa in uno sciroppo dolce)

– LASSI

Una miscela di yogurt, acqua, spezie e frutta

 – SAMOSA: STREET FOOD

Fagottinifritti ripieni di verdure e mix di spezie

– CHAI MASALA

Tè nero dolce e speziato servito con latte. L’equivalente del nostro caffè: una vera e propria droga.


 

La domanda che ora può sorgere spontanea è:

Ma ne vale la pena?
“SI, ASSOLUTAMENTE!”

L’india, come abbiamo raccontato, ha tante criticità.
E’ un viaggio che ti fa pagare il caro prezzo dell’adattamento, ma che poi ti rimborsa con emozioni fortissime e ricordi indelebili. Dunque, al diavolo i timori, segui l’istinto: organizzati, chiudi la valigia e parti! Non te ne pentirai!

 

FOLLOW US ON INSTAGRAM!
Ripercorri le tappe del nostro viaggio, giorno dopo giorno. Emozionati insieme a noi scorrendo le foto e le stories in evidenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.