LA QUARANTENA SPIEGATA AI BAMBINI

In un periodo così difficile, in cui può capitare di sentirsi in trappola, è importante ricordare che a volte non tutto è come sembra. Il segreto sta, allora, nell’imparare a guardare le cose da un’altra prospettiva perché, in fondo, ci sono un mare di possibilità per essere felici.

Nella primavera 2020 Covid-19 ha di colpo abbattuto i confini del pianeta, dimostrandoci che un’epidemia non ha affatto bisogno di farsi timbrare il passaporto alla frontiera per sbarcare in un nuovo paese. All’improvviso tutto si è bloccato: il lavoro, la scuola, la routine. Ci siamo ritrovati in casa con l’obbligo di rimanerci. Così, quella che in un primo momento si preannunciava una-pausa-per-recuperare-le-energie si è presto trasformata in una tragedia sanitaria, che abbinava alle drammatiche notizie apprese dai media la consapevolezza che il distanziamento sociale sarebbe entrato a fare parte della nostra normalità.

La quarantena non solo ha congelato le lancette del tempo, che – da due mesi a questa parte – sembra essere sospeso, ma si è abbattuta come un uragano sulla nostra quotidianità. E proprio come un uragano, mentre ribaltava tutti i ritmi, le abitudini e i gesti più scontati, mettendo in discussione ogni ovvietà, ci sorprendeva per la calma e l’immobilità che presupponeva al suo centro. Fuori casa la furia del nemico invisibile, il virus, e dentro casa Noi, con una nuova vita da riorganizzare. Nell’occhio del ciclone ogni cosa all’improvviso si è arrestata, non ultimi i rapporti sociali. Come fare i conti, allora, con l’isolamento da rispettare? Come trascorrere le giornate fra quattro mura, senza poter ben separare il tempo del lavoro, da quello dello studio, del riposo, dello svago? E, soprattutto, come far comprende il senso di ciò che sta accadendo ai bambini? Come spiegare loro che, se non vedono più i compagni o le maestre, se si ritrovano a fare dettati in videochiamata o calcoli di matematica con la guida di simpatici video di you tube, non è perché “non sono stati bravi”, non è perché hanno fatto qualcosa di male?

Ogni adulto, così come ogni bambino; ogni genitore, così come ogni educatore, ha dato a questa situazione risposte personali ed originalissime. Ci siamo avvicinati, pur restando lontani e ci siamo reinventati per poter continuare a riconoscerci. Ma se gli adulti devono fare i conti con le preoccupazioni concrete di un momento storico che pare aver smarrito certezze, i bambini si ritrovano a dover gestire emozioni che faticano ad affrontare proprio perché non riescono a classificare. Senso di spaesamento, incomprensione, solitudine, mancanza di confronto con i pari, diversa presenza/assenza dei genitori, nuovo rapporto con gli spazi domestici… ricordiamo che la quarantena non mette a dura prova solo  i grandi, ma anche i più piccoli.

Cosa fare, dunque, per i bambini? Considerazione, attenzione ed empatia sono forse il surrogato di normalità migliore che gli adulti possono offrire loro. La difficoltà c’è, ed è tangibile, per cui è inutile negarla. Tanto vale, allora, provare ad affrontarla insieme, condividendo ansie, paure, malinconie, per non dimenticare che non si è i soli a vivere quelle stesse sensazioni e che, comunque vada, possiamo sempre fare qualcosa per aiutarci a stare meglio.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo provato a raccontare le emozioni di questa quarantena con l’aiuto di alcuni pesciolini.

All’inizio anche loro erano tristi… ma alla fine… hanno scoperto un’importante verità:
CI SONO UN MARE DI POSSIBILITÀ PER ESSERE FELICI

Guarda un pò che bella storia!

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Siamo MARTINA E BRENDA e INSIEME SIAMO MARMO. Un marmo biondo in giro per il mondo a innamorarsi delle cose belle. Segui le nostre avventure!

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